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Masso erratico
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top
Il mwcqmasso erratico (dal mwcglatino mwcwerràre, vagare) o mwdamasso delle streghe (spesso indicato anche col nome di "mwdqtrovante", soprattutto nella letteratura alpina e in scritti di mwdgnaturalisti legati al mwdwClub Alpino Italianocite-ref-1[1]) è un grande blocco di mwfaroccia che è stato trasportato a mwfqfondovalle da un mwfgghiacciaio. Questi massi, talvolta di notevoli dimensioni, dopo che il ghiacciaio si è ritirato occupano un'insolita posizione in luoghi pianeggianti per cui divengono spesso campo di attività di una particolare categoria di rocciatori, i mwfwboulderisti.

Contents

Note

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Scoperta

Prime ipotesi

Nel mwigXVIII secolo, i primi mwiwgeologi che giungono nelle mwjaAlpi e sul mwjqmassiccio del Giura sono attratti da questi enormi blocchi di mwjggranito posti in cima a colline o isolati in mezzo a mwjwpianure alluvionali. Li chiamarono "blocchi erratici" perché non ne conoscevano la provenienza. mwkaHorace-Bénédict de Saussure su questo tema affermava «Il granito non si forma in terra come i tartufi, e non cresce come i pini sulla roccia calcare». Molte furono le teorie avanzate per giustificarne la presenza. Jean-Étienne Guettard avanzò nel 1762 l'ipotesi che i massi che si trovavano sparsi nelle pianure europee del nord erano tutto quanto restava di antichi monti erosi. Ma rapidamente se ne dimostrò l'origine alpina. Scoperta l'origine restava da scoprire che cosa li aveva trasportati così lontano dai loro luoghi di provenienza.

Nel 1778 mwkwJean-André Deluc avanza una teoria basata su possibili mwlaesplosioni che avrebbero proiettato lontano questi massi. De Saussure non aderì ad essa, ritenendola perlomeno fantasiosa: «non vi è alcun esempio di queste esplosioni e i blocchi si dovrebbero polverizzare nel loro impatto al suolo», impatto che, tra l'altro, non lasciava evidenze sotto di essi. De Saussure constatò che i blocchi si trovavano disseminati negli assi delle vallate alpine. Si pensò allora a un possibile trasporto per fiume: le rocce sarebbero state deposte da enormi alluvioni, provocate da straripamenti di laghi o da repentine fusioni di ghiacciai dovute a vulcani o altro. mwlqChristian Leopold von Buch ne calcolò persino la forza necessaria per spostarli fin sopra il mwlgGiura. Altri supposero un'origine marina: L'innalzamento della mwlwcatena alpina sarebbe stato così repentino che le acque che vi si trovavano ai piedi avrebbero trascinato via i blocchi. Altri ritenevano invece responsabile di questi spostamenti la mwmabanchisa o gli mwmqiceberg, che li avrebbero deposti in antichi mari che sommergevano la regione. Nessuna di tali ipotesi trovò larghi consensi.

L'origine glaciale

Il periodo che va approssimativamente dal XIV al XIX secolo è indicato come la ‘'Piccola era glaciale'’. All'epoca i ghiacciai alpini erano in piena espansione tanto da inquietare le autorità svizzere che temevano la distruzione di interi villaggi a causa del loro rapido avanzamento.

Nel 1821 l'ingegnere svizzero mwngIgnaz Venetz studiò i ghiacciai per capirne il comportamento. Raccolse testimonianze sull'avanzamento degli stessi e constatò un fenomeno che prima non era stato valutato con cura: sui ghiacciai giacevano grossi blocchi di roccia e materiale più minuto, mentre sui fianchi e sul fronte degli stessi si formavano cumuli di detriti, poi indicati con il nome di "mwnwmorene laterali" e "frontale". Osservò inoltre che di queste morene ne esistevano altre anche molto più a valle di dove si trovavano allora e avanzò l'ipotesi, oggi unanimemente riconosciuta valida, che il fenomeno dipendeva dagli avanzamenti e dai ritiri delle lingue di ghiaccio in epoche successive.

I massi erratici sono perciò le tracce della posizione che anticamente i ghiacciai hanno occupato.

Masso avello

Per la loro natura curiosa i massi erratici hanno sempre suscitato una forte suggestione, tanto da venire usati già in epoche remote come mwpqluoghi di culto o di mwpginumazione. I mwpwmassi avelli sono appunto massi erratici usati come sepoltura. Sono tipici del territorio mwqacomasco e in nessun altro luogo esistono testimonianze paragonabili.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]

Distribuzione dei massi erratici in Italia

In Italia sono presenti in quantità sia lungo o a ridosso dell'arco Alpino che negli Appennini (in particolare nell'mwswAppennino tosco-emiliano, nel mwtaparco del Pollino e nel comprensorio del mwtqGran Sasso). Tra i principali si possono ricordare:

• mwvwMoncalieri (Torino): Masso erratico mwwaRoc di Santa Brigida
• mwwgRosta (Torino): Masso erratico chiamato di mwwwmwxaSant'Antonio di Ranverso, posto davanti all'omonima basilica. Situata sulla collina che costituisce la mwxqmorena laterale mwxgdestra dell'mwxwAnfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana. È alto circa 2mwya m e fu oggetto di culto in passato. Sempre in comune di Rosta si trova la mwyqmwygPera Grossa, un enorme blocco di mwywserpentinite in passato parzialmente demolito per ricavarne materiale da costruzione per il mwzamonumento al traforo del Fréjus a mwzqTorino cite-ref-4[4]
• mwawTrana (Torino): Masso erratico chiamato mwbamwbqPietra di Salomone, anch'esso facente parte dell'mwbgAnfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana
• mwcaCuorgnè (Torino): Nella zona a Monte dell'abitato della Frazione di mwcqSalto, vi è un gran numero di massi erratici, anche di notevoli dimensioni. In particolare nella borgata della Pietra (in dialetto "dl'a Pera, o Petra) vi sono tre massi erratici posati su un dolce declivio. Sopra il più grande dei tre, situato più a nord (alto circa 6m x 5 x 4 circa) vi è stata costruita una Torre alta 13 metri, risalente a circa il XI-XII secolo. La Torre, chiamata mwcgCasaforte di Torre della Pietra era utilizzata in epoca medievale come sentinella della pianura mwcwAlto Canavese, avvertendo i borghi di mwdaCuorgnè che a loro volta allarmavano i Castelli delle Valli mwdqOrco e mwdgSoana. La Torre grazie alla posizione sopraelevata data dal masso erratico, ha già una sua protezione naturale, e verosimilmente si ipotizza che fosse circondata da una piccola cinta muraria che le garantiva l'accesso al pozzo situato a pochi metri dal masso erratico. Oggi la Torre e i massi erratici sono di proprietà privata e la struttura è in fase di ristrutturazione ed al suo interno verrà costituito un museo
• mweaCaselette (Torino): vari massi erratici ai piedi del mweqmonte Musinè, tra i quali particolarmente imponente è la mwegmwewPietra Alta, sulla quale sono presenti alcune vie di mwfaarrampicata cite-ref-5[5]
• mwggPianezza (Torino): mwgwMasso Gastaldi, intitolato al geologo mwhaBartolomeo Gastaldi alto 26 m, staccatosi dal ghiacciaio Valsusino; sul territorio se ne trova anche uno più piccolo chiamato mwhqRoc d'le Masche (pietra delle streghe)
• mwhwVillarbasse (Torino): Massi erratici di mwiaPera Majana, trasportati da un ghiacciaio che scendeva nella mwiqVal di Susa per 90mwig km, con uno spessore di circa 600 metri
• mwjaSuno (Novara): la mwjqPreja da scalavèmwjg : si tratta di una monolitico mwjwserpentino dalla forma arrotondata e vagamente conica di circa 4 m di base per 5 m di altezza, depositato dalle glaciazioni dell'era Neozoica o Quaternaria
• Vallone er follett (mwkgCogne, mwkwValle d'Aosta): masso erratico lasciato dalla glaciazione del mwlaghiacciaio della tribolazione
• Vollein (mwlwQuart, Valle d'Aosta): Massi erratici lasciati dai ghiacciai del mwmaMonte Bianco nel susseguirsi delle ultime mwmqglaciazioni
• mwmwBorgo Ticino (Novara): mwnaPréa Guzza, mwnqPréja Guzzana o Preja d'Argoi Grande masso dalle dimensioni di 15 metri di lunghezza e 10 di larghezza, alto 4-5 metri, in serpentino verde, situato all'interno della mwngRiserva Orientata del Bosco Solivo fu legato in passato a riti e credenze sulla fertilità
• mwoaGattico (Novara): Masso erratico mwoqSass Malò
• mwowSesto Calende (Varese): Masso erratico mwpamwpqPreja Buja, usato come altare sacrificale nella mwpgpreistoria
• mwqaSomma Lombardo (Varese): Masso erratico mwqqSass di Biss (Sasso delle bisce, per via del suo colore verdastro), nella brughiera del Vigano, con incisioni preistoriche - protostoriche
• mwqwRanco (Varese): Masso erratico mwraSasso Cavalaccio o mwrgSasso Cavallazzo, usato anch'esso come altare nella preistoria; si trova nei pressi del Parco del Golfo della Quassa adagiato sulla riva del mwsaLago Maggiore
• mwsgAsso (Como): Masso erratico mwswSass de la Pepina, blocco di serpentinoscisto di circa 42 metri cubi in un prato privato vicino al centro paese
• mwtqTorno (Como): mwtgmwtwPietra Pendula, blocco granitico in bilico
• mwuqValmadrera (Lecco): mwugSasso di Preguda
• mwvaValmadrera (Lecco): mwvqSass Negher (sasso nero). Unico esempio di questo colore.
• mwvwBellagio (Como): mwwaSasso Lentina (conosciuta anche come mwwqPrea Lentina), a Piano Rancio nella mwwgValle del Perlo e tutta la mwwwComunità montana del Triangolo Lariano ne presenta diversi esempi
• mwxqBesana in Brianza (Monza e Brianza): mwxgmwxwSasso di Guidino.
• mwyqOrino (Varese): Masso erratico mwygSasso Nero e sito nel mwywParco Campo Dei Fiori, raggiungibile dal sentiero che porta alla Rocca di Orino e/o alle Fornaci.
• mwzqGandellino (Bergamo): Masso erratico mwzgSpias de Martisola posizionato in località Tezzi e raggiungibile grazie al sentiero che porta in mwzwVal Sedornia.
• mw0qProvaglio d'Iseo (Brescia): Masso erratico conosciuto "mw0gBalóta" o "mw0wIl Balütón" e sito sul Monte Cognolo, una delle cime che costituiscono le mw1aPrealpi Bresciane.
• In Val Genova (mw1gTrento) sono presenti numerosi massi erratici di granito
• Fontanefredde (mw2qBolzano): massi detti "mw2gGiganti"

Curiosità

Esistono anche massi erratici sommersi: a poche decine di metri verso ovest dell'mw3qIsolino Partegora sul mw3glago Maggiore (mw3wsass margunin o mw4amargunée).

Note

cite-note-11. F. Mauro, G. Nangeroni, I trovanti nella regione dei tre laghi, CAI, Milano, 1947
cite-note-22. A. Magni, mw6gI massi avelli della regione comense, Como, 1922.
cite-note-33. G. Frigerio, mw7gI massi-avelli del comasco, Ass. pro loco Torno 1979.
cite-note-44. mw8gLuigi Motta e Michele Motta, mw8wmw9aValore ambientale dei massi erratici e valutazione d'impatto ambientale dell'arrampicata, 2004. mw9qURL consultato il 25 gennaio 2022.
cite-note-55. mw-qmw-gmw-wMasso erratico di Pietra Alta, su mw-afondoambiente.it, mw-qFondo Ambiente Italiano - I luoghi del cuore. mw-gURL consultato il 12 marzo 2021.

Bibliografia

• Antonio Spano, mwaqiLa Trilogia dei Massi Erratici, Edizione Speciale 150° Unità d'Italia, Associazione Es.S.sE.

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) erratic, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.